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Genitore e Figlio: qual è la giusta distanza?

Genitore e Figlio: qual è la giusta distanza che ci consente di fare percepire loro la nostra presenza evitando di risultare troppo vicini o troppo lontani?

Voglio proporti una storia per esplorare assieme questo tema: il dilemma dei porcospini di Scopenhauer, lo conosci?

genitore e figlio dilemma dei porcospini di Scopenhauer

Alcuni porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò nuovamente a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro fra due mali. finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.

E’ una metafora che ci aiuta a riflettere sui rischi legati ad uno stile genitoriale inefficace:

uno stile genitoriale iperprotettivo o al contrario ipoprotettivo rischiano di generare malessere nella relazione genitore e figlio.

Lo stile iperprotettivo, che vede il genitore proteggere troppo il figlio, preparare , pre-elaborare l’esperienza, rischia di precludere a nostro figlio quelle esperienze necessarie per crescere bene.

Le esperienze attraverso le quali potrà apprendere come sviluppare le competenze necessarie a nutrire adeguatamente la propria autostima, quali ad esempio il pensiero critico, la capacità di risolvere problemi, di prendere decisioni, di gestire i conflitti.

Al contrario, uno stile genitoriale ipoprotettivo, caratterizzato da una mancanza o dall’assenza di facilitazione, rischia di portare i nostri figli a sviluppare un senso di inadeguatezza e di insicurezza, che si troverà in qualche modo a dover colmare in futuro.

Lo stile facilitante, ci orienta nel cercare nelle diverse situazioni quel giusto equilibrio che ci consente di essere di aiuto quando è necessario offrire loro il nostro sostegno e di confrontarci con loro quando sentiamo il bisogno di richiedere loro un cambiamento.

I porcospini di Schopenhauer è un’attività che ho creato per aiutare i genitori a riconoscere quali sono i diversi comportamenti che rischiano di generare malessere nella relazione genitore figlio, quei comportamenti che molti di noi hanno appreso dalle tradizioni e che è importante ridurre o eliminare e sostituire con altri maggiormente efficaci. E’ parte integrante del percorso formativo ‘Genitori Facilitanti’, vieni a provarla anche tu!


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Genitori e Clima Facilitante

Quanto spesso ci accorgiamo che con i nostri figli c’è qualcosa che non va?

In alcune situazioni le nostre buone intenzioni non sono sufficienti per creare quel clima piacevole nella relazione con loro che tanto desideriamo.

Il ‘clima facilitante‘ può essere descritto come quel modo di essere in relazione con i nostri figli all’interno del quale la relazione funziona bene.

Quando siamo in grado di ricreare questo tipo di clima assieme ai nostri figli:

  • proviamo piacere nell’ascoltarli e loro nell’essere ascoltati da noi
  • riusciamo a proporci come ‘consulenti’ nell’offrire loro un aiuto, cercare una soluzione ad un problema e loro ci accettano con questo ruolo; entrambi siamo soddisfatti da questo scambio
  • troviamo assieme a loro un modo per rendere piacevole per entrambi il tempo condiviso
  • le regole condivise funzionano, non abbiamo bisogno di fare fatica per farle rispettare, rischiando di utilizzare il potere all’interno della relazione
  • siamo in grado di orientare incomprensioni, i conflitti, difficoltà nella relazione con loro verso una completa risoluzione

come ci comportiamo quando le cose non funzionano?

Non é scontato per un genitore avere questo tipo di consapevolezza.
A volte diamo per scontato che tutto debba andare per il verso giusto e rischiamo di agire istintivamente una serie di comportamenti autoritari o al contrario permissivi che a nostra volta abbiamo appreso ‘tradizionalmente’ dalla nostra famiglia o dalle persone di riferimento per noi maggiormente significative

Questi comportamenti non sempre sono funzionali, non ci aiutano a riportare il clima della relazione in un’area di benessere e rispetto reciproco (clima facilitante).

Quando facciamo fatica a gestire la rabbia ad esempio, rischiamo di agirla con un comportamento di tipo autoritario del tipo “si fa come dico io”:

  • ci arrabbiamo con loro

Rischiamo di ferirli e a volte mostrare loro il nostro dispiacere non è sufficiente.

Altre volte rischiamo di agire in modo permissivo del tipo “hai vinto tu”:

  • lasciamo decidere a loro
  • rinunciamo a gestire la situazione perché sentiamo la fatica o non ci sentiamo in grado di influenzare il loro comportamento in alcun modo

Rischiamo di vivere un senso di frustrazione, reprimere la nostra rabbia.

Non sempre abbiamo la prontezza, gli strumenti, la sensibilità per accorgerci in una determinata situazione che il clima relazionale sta deteriorandosi e il malessere rischia di prendere il sopravvento.

“Dite: è faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. 
Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. 
Non è questo che più stanca. È piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. 
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli.”

  Janusz Korczak – “Quando ridiventerò bambino”

l’importanza del feedback per verificare il livello di benessere nella relazione

Abbiamo una grande opportunità per migliorare la qualità della relazione con i nostri figli e per agire come promotori / facilitatori del benessere nella relazione con loro: verificare l’efficacia dei nostri comportamenti osservandone le conseguenze, raccogliendo attivamente i feedback che ci danno i nostri figli, verificando quando e quanto siamo in grado di influenzare il clima relazionale con i nostri figli.

Per agire questo tipo di automonitoraggio, facendo riferimento ad una particolare situazione possiamo chiederci: “cosa ho fatto/detto?”, “che effetto ha avuto su mio/a figlio/a?”, “quanto é stato percepito in modo efficace ciò che intendevo comunicare”?

Proviamo quindi a metterci nei panni dei nostri figli:
quali dei nostri comportamenti hanno sortito l’effetto da noi desiderato / quali no?

Con un po’ di allenamento questo tipo di verifica ci può portare ad identificare: 

  • cosa ha funzionato / cosa non ha funzionato nella nostra comunicazione,
  • quali esigenze, emozioni hanno trovato un’opportunità di essere ascoltate / percepite ma non ascoltate / ignorate

possiamo quindi anche esplorare cosa avremmo potuto fare diversamente?

per facilitare noi stessi ad identificare nuove opportunità di relazionarci con loro.

mettendoci in gioco, con questo tipo di automonitoraggio e sperimentazione attiva possiamo attivare un processo virtuoso di cambiamento che può portarci ad influenzare efficacemente il clima della relazione genitore / figlio orientandolo verso la generazione di maggiore qualità e benessere.

perché è importante un clima di benessere nella relazione genitore / figlio?

La qualità della relazione che possiamo garantire può fare la differenza in particolare nell’offrire ai nostri figli le condizioni che facilitano lo sviluppo delle competenze chiave che é importante e necessario possedere per affrontare efficacemente le sfide rappresentate nella vita di tutti i giorni dalla relazione con noi stessi, gli altri, il contesto in cui viviamo.

Solo all’interno di un clima facilitante, caratterizzato da qualità e benessere e possibile agire come facilitatori dello sviluppo di tali competenze.

Molte ricerche a livello mondiale trovano un comune punto di incontro a riguardo in quelle che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha definito ‘Life Skills’, competenze per la vita

  • Consapevolezza di sé  
  • Gestione delle emozioni
  • Gestione dello stress
  • Empatia
  • Creatività
  • Senso critico
  • Prendere decisioni
  • Risolvere problemi
  • Comunicare efficacemente
  • Gestire le Relazioni interpersonali.

“Aiutando i bambini e gli adolescenti ad acquisire queste capacità li si attrezza a far fronte alle sfide della vita quotidiana e li si aiuta a gestire il proprio benessere (…) sembra che i meccanismi tradizionali attraverso i quali si apprendevano tali competenze non funzionino più adeguatamente di fronte alla complessità creata dai profondi cambiamenti sociali e culturali degli ultimi decenni, quali la crescente influenza dei media (…) i progetti di Life Skills Education possono rispondere all’esigenza sempre più diffusa di reperire strumenti e modalità per fronteggiare tale crescente complessità”

prevenzione del disagio

oltre a facilitare i nostri figli nel proprio processo di crescita personale , un clima facilitante nella relazione genitore figlio ha anche una funzione preventiva: facilita la prevenzione di molte tipologie di disagio psichico, tra le quali: dipendenza affettiva , dipendenza da sostanze, dipendenza da videogiochi, dipendenza da gioco d’azzardo, bullismo

bibliografia:
Educare le life skills. Come promuovere le abilità psico-sociali e affettive secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità di Marmocchi Paola, Dall’Aglio Claudia, Zannini Michela – Centro Studi Ericsson (2004)

sito web dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: WHO/MNH/PSF/93.7A.Rev.2

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se come genitore ti senti incuriosito, interessato a questi temi e desideri esplorarli maggiormente con la facilitazione di un esperto e attraverso il confronto attivo con altri genitori questo percorso può fare al caso tuo!

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